lunedì 12 aprile 2010

1937: nasce l'Avis Roma

E’ il 1937.
Sulle orme del prof. Vittorio Formentano, fondatore dell’AVIS a Milano nel 1927, il prof. Franco Recchia costituisce l’Associazione Volontari Italiani Sangue a Roma.




Una delle prime foto dei volontari Avis

La sollecitazione proviene dalla sempre crescente richiesta della preziosa risorsa da parte degli ospedali e delle strutture mediche, in parte dovuta anche ai progressi clinici e chirurgici. Rispondono alla chiamata 486 donatori che offrono 816 donazioni.




Trascorrono gli anni. L’Italia è in guerra. Cresce la richiesta di sangue ed è sempre più difficile reperire i donatori. Gli uomini scrivono alle famiglie dal fronte bellico e tra le donne non si è ancora diffusa la cultura della donazione.
Quando il sole riprende a splendere sui ricordi troppo crudi, gli italiani si guardano intorno con vago sgomento, ma si ricomincia con tenacia. Anche l’Avis Roma acquista nuova forza e nel 1948, presso l’Aula Magna dell’Istituto Eastmann, il prof Recchia, ancora Presidente della sezione Romana, incontra il Presidente nazionale, prof. Formentano.



Prendono nuova vita i contatti tra le due realtà dei volontari Avis.



E’ il 24 ottobre 1954. Il prof. Recchia è eletto Presidente onorario e il dott. Vittorio Agamennone assume la carica di Presidente della sezione romana. In quella sede sono stabilite le linee di operatività che non muteranno per i successivi 10 anni.

Dal 1937 al 1954 sono state effettuate 41.640 donazioni (pari a 10.812 cc. di sangue). Nello stesso anno 1954, il 23 marzo, in Campidoglio sono state assegnate 10 medaglie d’oro, 24 medaglie d’argento, 50 medaglie di bronzo e 30 diplomi di benemerenza ai donatori più meritevoli.
La stampa riporta la notizia della cerimonia su 158 articoli pubblicati su vari giornali.




E’ il 1951. Si costituisce il CRAL AVIS finalizzato ad attività ricreative.






18.12.1954 Il Sindaco di Roma
Salvatore Rebecchini consegna
a Avis Roma una medaglia d’oro


Verso la fine degli anni 50 il Centro trasfusionale AVIS, presso il Policlinico Umberto I si arricchisce di due locali: un laboratorio di Immunoematologia e una Sala per Raggi X (intestata alla memoria della Medaglia d’oro prof. Franco Recchia).





In quegli anni, l’Avis ebbe il grande merito di portare avanti il settore della donazione e della trasfusione di sangue, sostituendosi alla carente struttura ospedaliera e introducendo nuove tecniche anche a costo di onerosi investimenti.
Leggi successive attribuirono il compito alle strutture mediche pubbliche. Il fatto fu considerato all’inizio un danno, tuttavia, quando la società prese coscienza dell’importanza del problema, le medesime strutture pubbliche seppero adeguarsi nei metodi e nelle tecnologie. Oggi tra le Associazioni di donatori del sangue dei maggiori Paesi esiste una completa sinergia.

Il 29 gennaio 1956 Padre Lisandrini, noto conferenziere dell’epoca, intrattiene gli avisini. Nel 1957 è acquistata un’autoemoteca.
Nel 1959 una grande manifestazione podistica (“La fiamma dell’amore e della pace”) - anteprima delle successive maratone che ancora oggi vedono la presenza dell’AVIS Comunale di Roma – impegna una squadra di avisini per portare la fiaccola dal Santuario di Fontebranda (Siena) alla Basilica della Minerva a Roma. Il tragitto è seguito da elettrizzanti manifestazioni del pubblico plaudente.



E’ il 1960: trionfa la TV di Stato. Si succedono trasmissioni di quiz e di intrattenimento per le famiglie. Il rimpianto presentatore Mario Riva invita un centinaio di iscritti all’AVIS a presenziare alla trasmissione “Il Musichiere”.
Si sta scrivendo la nuova storia della RAI e nello stesso anno un altro apprezzato presentatore radiofonico, Giovanni Gigliozzi, trasmette in diretta, nella trasmissione “Campo dei fiori”, dal cinema teatro Maestoso, la Festa del donatore. Sono presenti oltre 3000 spettatori.




Il 22 febbraio 1964 il dott. Agamennone si dimette dalla carica di Presidente. Il 19 giugno dello stesso anno è nominato il Direttore Sanitario dott. Ennio Pompei e il 20 agosto 1966 il Consiglio direttivo dà inizio ad una nuova fase di attività.
Si avvia una riorganizzazione del personale su nuove linee di attività; nel 1968 è acquistata una autoemoteca, il precedete giornale “Volontari del sangue” è sostituito dal nuovo “AVIS-Roma”.
Ma le risorse non sono sufficienti e dopo alcuni anni non sarà più stampato.
Nelle nuove direttive rientra, nel 1970, anche l’acquisto dell’attuale sede in Via Imperia 2, di varie attrezzature tecnico-sanitarie (tra le quali l’autoanalyzer completo e la centrifuga a sistema automatico per i test di Coombs).
Spese delle attrezzature rimaste purtroppo vuote, allorché la Riforma sanitaria attribuisce i compiti specifici ai Centri trasfusionali.
Nello stesso anno 1970 è costituita la dimenticata squadra di calcio “AVIS Torre Maura” i cui risultati non si trovano più neanche su Internet.

1969 Il n.3 del giornale Avis Roma

Nel 1973, in occasione della Festa del donatore, è distribuito l’annuario dell’AVIS con tema “La donna”, iniziando così la diffusione della cultura della donazione presso una categoria prima trascurata.
Nel 1974 sono diffusi i “Quaderni di AVIS Roma”.


Nel 1982 al Presidente dott. Gennaro Valente succede di nuovo Ennio Pompei.
Ma gli anni corrono.
Incontri istituzionali, onorificenze, costituzione di gruppi aziendali, parrocchiali e scolastici, diffusione della cultura della donazione presso la cittadinanza, interventi comunali e regionali, maratone sportive, spettacoli pubblici, informatizzazione delle attività avisine, ristrutturazione della sede romana, sponsorizzazioni, aggregazioni interreligiose, donazioni (nuova autoemoteca), annuali Feste del donatore in un’atmosfera di comune solidarietà, gemellaggio con l’AVIS Milano.
Continua l’incessante opera di volontariato a beneficio della cittadinanza.
Il resto è storia di oggi.

1937: IL PERIODO STORICO

E’ il 1937

Un kg di pane costa lire 1,60, un litro di olio 6 lire, 1 kg. di zucchero 6 lire, il caffè 3,5 lire l’etto, un abito comune uomo lire 235, una cucina economica “4 zampe” 200/300 lire, il primo ferro da stiro elettrico 40-60 lire, un litro di benzina 6 lire, pari a 4 chili di pane.

Il salario giornaliero di un bracciante agricolo è di circa 6 lire, circa 180 lire mensili; lo stipendio di un operaio specializzato o di un impiegato è di circa 350-420 lire, quello di un laureato di livello elevato 800 lire. Chi occupa una poltrona importante a fine mese porta a casa circa 3000 lire.Una “colf” delle case signorili prende circa 70 lire mensili.
La spesa alimentare si fa per strada, sulle bancarelle che a Roma sono più di 10.000.
Ogni mattina entrano in città contadini con carretti pieni di viveri freschi.
La parola “supermercato” non esiste nel vocabolario italiano.
Poche case hanno un gabinetto dentro casa. Bisogna uscire sul balcone dove uno stanzino maleodorante offre un buco nero senza fondo a chi vi entra.
Ed ecco comparire su un famoso catalogo un’offerta che alletta le giovani coppie: una “latrina da camera”, in versione normale (lire 35) o in versione lusso (lire 69).


Un segno dei tempi moderni. D’inverno non si prenderà più il freddo sul balcone.
Negli uffici pubblici e privati appaiono strane vaschette metalliche che contengono gesso o calce: sono le sputacchiere. Si tenta di diffondere un po’ di igiene.
Per lo stesso motivo cominciano a far bella mostra per le strade gli antichi, seppur ridisegnati, Vespasiani per gli uomini. Le donne continuano a recarsi al bar.
Sono ancora lontani i tempi dei gabinetti chimici a gettone. Moneta da 10 centesimi

E’ un anno di film famosi.

Walt Disney annuncia il suo primo lungometraggio animato, "Biancaneve e i sette nani”.
Escono: La grande illusione di Jean Renoir, Orizzonte perduto di Frank Capra,
Il Signor Max di Mario Camerini, Scipione l’Africano di Carmine Gallone, E’ nata una stella di William. A. Wellman, Il prigioniero di Zenda di Jhon Cromwell, Il bandito della Casbah di JULIEN Duvivier, Uragano di John Ford.
E’ arrivata la felicità di Frank Capra vince l’Oscar per la regia.


In Spagna infuria la guerra civile.
Il 15 marzo a Chicago apre la prima banca del sangue al mondo.
In aprile a Roma si inaugura Cinecittà

Francobollo commerativo per i 70 anni di Cinecittà

Pubblicità 1937

Il 6 maggio, alle 19,25, il dirigibile tedesco LZ 129 Hindenburg prende fuoco e viene completamente distrutto nella Stazione Aeronavale di Lakehurst nel New Jersey.

A luglio l'Impero giapp'onese riprende l'attacco militare alla Cina.
A dicembre l'Italia esce dalla Società delle Nazioni.

La Maserati di Francesco Saveri vince la Targa Florio. in 2h55'49"media 107,704 kmh.

Cesare Del Gancia vince la Milano-Sanremo in 7h 31’ 30”

Pubblicità 1937

Nello stesso anno:

· nascono persone che faranno parte della storia dello spettacolo: Dustin Hoffman, Paolo Conte, Renzo Arbore, Bruno Lauzi, Jhonny Dorelli, Robert Redford, Enzo Cerusico, Ugo Pagliai, Jane Fonda, Anthony Hopkins, Renzo Piano.

. muoiono altri personaggi che lasciano una traccia nella società: Antonio Gramsci, Guglielmo Marconi, Vincenzo Lancia, Gorge Gershwin, Pierre de Coubertin.


La “pratica” della trasfusione ha origini così lontane che solo rileggendo i miti, la storia e la letteratura si può provare un’emozione che, in qualche modo, ci fa riflettere sull’entusiamo che oggi attribuiamo alla trasfusione ritenuta un traguardo del mondo moderno.Chi ricorda che Ippocrate di Coo prescriveva la somministrazione di sangue nella terapia del malcaduco?Nelle scritture antiche si narra di un principe lebbroso che guarisce dopo aver bevuto sangue fresco.Tanaquil, moglie di Tarquinio Prisco, donò il proprio sangue al marito.Ovidio narra di un vecchio, Esone, che riacquistò giovinezza a seguito di una cura di sangue praticatagli dalla maga Medea.


Il 17 dicembre 1937 Roma è inondata dal Tevere.
E’ un periodo vivace, denso di mutamenti, prodomo di avvenimenti tragici che impegneranno tutti i continenti. L’anno seguente, il 12 marzo, le truppe tedesche entreranno in Austria e sarà solo l’inizio.
E’ il 1937.
A Roma si costituisce l’AVIS, l’Associazione Volontari Sangue.
Brevi cenni storici
di Adriano Imperatori

Fin dai primordi l'uomo comprese che perdere sangue vuol dire perdere la vita, riceverlo significa in astratto poter continuare la propria esistenza e migliorarne le condizioni.
Molta letteratura è stata rivolta a queste ricerche, per non parlare di quella mitica e leggendaria sull'argomento, notevolmente suggestiva.
La vicenda della trasfusione si svolge da Ippocrate di Coo, che prescriveva la somministrazione di sangue nella terapia del mal caduco, ad una notizia delle antiche scritture in cui si accenna alla guarigione di un principe lebbroso attraverso la somministrazione per via orale di sangue fresco; da Tarquinio Prisco, quinto re di Roma, che accetta il sangue della propria moglie Tanaquil, alla narrazione poetica e allucinante di Ovidio nelle sue Metamorfosi in cui è cenno della cura cruenta praticata dalla maga Medea al vegliardo Esone per ridargli vigore e giovinezza fino alle varie magie stregonesche
di cui è piena la cronaca medioevale, per giungere alle conquiste che segnano con Folli la strada da percorrere per le realizzazioni della moderna possibilità emotrasfusionale.
Fondamentale era stata all'inizio del secolo la scoperta che Landsteiner aveva fatto nelle sue ricerche notando nel sangue umano la presenza di particolari sostanze, le isoagglutinine, che permisero la classificazione dei gruppi sanguigni della razza umana e più in là l'indicazione del fattore responsabile di accidenti trasfusionali fino ad allora inesplicabili, attraverso il meccanismo di isoimmunizzazione, quel fenomeno che determina in un essere umano la produzione di anticorpi allorché esso subisce la introduzione di antigeni, come ad esempio la trasfusione di sangue umano di gruppo incompatibile.
Tale fattore, chiamato Rhesus o Rh, positivo ò negativo, ha giocato una parte importantissima nei progressi compiuti dalla clinica e dalle ricerche di laboratorio.